Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
La natura pare immobile,
come se avesse deciso di trattenere il respiro.
Gli alberi, scheletri eleganti,
tendono le braccia verso un cielo opaco
che non promette, ma consola.
La nebbia avanza, madre stanca e indulgente,
avvolge i contorni, li cancella con dolce crudeltà,
trasforma il mondo in un sogno imperfetto
dove nulla è nitido,
e proprio per questo tutto è vero.
La pioggia cade lenta, insistente,
come un pensiero che non vuole andarsene.
Intristisce l’anima, sì,
la bagna di una malinconia sottile,
ma insieme la placa,
come una mano fredda sulla fronte febbrile.
In questo grigio che tutto uniforma
la mente si apre come una ferita gentile:
viaggia verso tempi lontani,
non solo spenti, non solo perduti,
ma colmi di una bellezza fragile,
vissuta a metà tra luce e rimpianto.
E allora si comprende:
non è assenza di colore,
ma un suo estremo raffinarsi.
Il mondo non è fermo —
sta solo ricordando.
E in quel ricordo, umido e silenzioso,
l’anima si riconosce,
stanca ma quieta,
triste ma incredibilmente viva.